Sorveglianza Sanitaria ed esposizione a radiazioni ionizzanti nella Polizia di Stato: Proposta di un protocollo di radioprotezione negli artificieri della Polizia di Stato

Obiettivi: Le radiazioni ionizzanti rappresentano un rischio professionale significativo in numerosi settori, inclusi quelli delle forze dell’ordine. Nella Polizia di Stato italiana, i nuclei artificieri utilizzano sistemi portatili di radiografia digitale, come il Vidisco Defender, per l’ispezione...

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Main Authors: Francesco CHIRICO, Nicola TARALLO, Alessandra ARMATO, Angelo SACCO, Giuseppe TAINO, Fabio TANZI, Marco MICHELAZZI
Format: Article
Language:English
Published: Edizioni FS Publisher 2025-09-01
Series:GIornale Italiano di Psicologia e Medicina del Lavoro
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Online Access:https://gipmel.it/wp-content/uploads/10.690882025SRVG7.pdf
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description Obiettivi: Le radiazioni ionizzanti rappresentano un rischio professionale significativo in numerosi settori, inclusi quelli delle forze dell’ordine. Nella Polizia di Stato italiana, i nuclei artificieri utilizzano sistemi portatili di radiografia digitale, come il Vidisco Defender, per l’ispezione di pacchi sospetti, esponendo potenzialmente gli operatori a bassi livelli di radiazioni ionizzanti. L’obiettivo di questo studio è descrivere e proporre un protocollo strutturato di sorveglianza sanitaria, appositamente ideato per gli artificieri della Polizia di Stato, basato sulla normativa italiana ed europea vigente in materia di radioprotezione. Metodi: È stata condotta una revisione narrativa dei principali riferimenti normativi e delle migliori pratiche in tema di radioprotezione occupazionale. Il protocollo proposto è stato sviluppato attraverso la collaborazione tra due medici autorizzati alla sorveglianza sanitaria, operanti rispettivamente nell’Italia settentrionale e centrale. Esso si fonda sulle valutazioni del rischio effettuate dagli esperti di radioprotezione e sull’esperienza clinica maturata nella gestione sanitaria degli artificieri della Polizia. Risultati: Il protocollo prevede visite mediche preventive e periodiche, con accertamenti clinici e di laboratorio mirati agli organi bersaglio più sensibili alle radiazioni ionizzanti. Sono stati inoltre integrati esami di secondo livello (ad esempio, visite oculistiche, dermatologiche, ecografie tiroidee e pelviche, dosaggio del PSA), selezionati in base alle condizioni individuali di salute e alla specifica mansione. Misure di promozione della salute, inclusi screening oncologici, sono state incluse quando ritenute opportune. La sorveglianza viene effettuata annualmente per i lavoratori esposti di categoria B, come previsto dal D.Lgs. 101/2020. Discussione: L’applicazione del protocollo ha evidenziato la necessità di una sorveglianza sanitaria standardizzata ma flessibile, adattata ai profili di rischio individuali. Sebbene i livelli di esposizione rilevati siano prossimi allo zero, la classificazione come esposti di categoria B garantisce un monitoraggio sanitario tempestivo e consente una risposta rapida in caso di esposizione accidentale. La collaborazione tra esperti di radioprotezione e medici autorizzati si è rivelata fondamentale per l’efficacia della sorveglianza. Conclusioni: Il protocollo proposto rappresenta un modello replicabile di sorveglianza sanitaria in contesti lavorativi con rischio da esposizione a radiazioni ionizzanti. La sua implementazione nella Polizia di Stato italiana dimostra come una sorveglianza medica strutturata possa rafforzare sia la conformità normativa sia la promozione della salute dei lavoratori. Un’estensione del protocollo ad altri contesti occupazionali ad alto rischio potrebbe risultare opportuna.
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