I Luoghi della Mãe d’Água. Non-umani, Corpi e Malattie in un Quilombo dell’Amazzonia

L’articolo si propone di analizzare il ruolo che la Mãe d’Água, un encantado del ricco pantheon di entità afro-indio-brasiliane, riveste nel definire il rapporto tra luoghi, corporeità umana e non-umani in una comunità amazzonica di discendenti di schiavi. La ricerca etnografica condotta nella Reser...

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Bibliographic Details
Main Author: Manuela Tassan
Format: Article
Language:English
Published: Ledizioni 2017-10-01
Series:Antropologia
Subjects:
Online Access:https://www.ledijournals.com/ojs/index.php/antropologia/article/view/1295
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Description
Summary:L’articolo si propone di analizzare il ruolo che la Mãe d’Água, un encantado del ricco pantheon di entità afro-indio-brasiliane, riveste nel definire il rapporto tra luoghi, corporeità umana e non-umani in una comunità amazzonica di discendenti di schiavi. La ricerca etnografica condotta nella Reserva Extrativista Quilombo Frechal (Stato del Maranhão, Brasile) ha mostrato come la Mãe d’Água non sia solo un’entità incorporata in specifici momenti rituali di valenza religiosa o terapeutica, ma rappresenti anche una presenza “tangibile” che qualifica l’identità stessa di un territorio, influenzando le concrete modalità di “abitare” l’ambiente naturale. In particolare, i quilombolas di Frechal ritengono che la frequentazione di alcuni luoghi lungo il fiume possa provocare forme di malessere la cui causa agente è la Mãe d’Água. La potenziale pericolosità dei luoghi e di questo encantado viene, inoltre, strettamente correlata al fatto di possedere il cosiddetto “corpo aperto”, una condizione fisica di importanza fondamentale nella locale eziologia della malattia.
ISSN:2281-4043
2420-8469