Il tempo è ovunque e da nessuna parte: I limiti in cui si dà il tempo interiore nella sofferenza mentale

Le seguenti analisi sul tempo interiore, nel campo psicologico-psichiatrico, comprende gli indirizzi, la ricerca e gli studi dei principali autori, soprattutto psichiatri, filosofi, psicoterapeuti, che hanno analizzato il tempo vissuto, l’ipertempo e la cronodesi. Vengono raccolte le riflessioni cli...

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Main Author: 1 Giuseppe Errico
Format: Article
Language:English
Published: Verduci Editore 2024-03-01
Series:Phenomena Journal
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Online Access:https://phenomenajournal.marpedizioni.it/phenomena/article/view/193/203
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description Le seguenti analisi sul tempo interiore, nel campo psicologico-psichiatrico, comprende gli indirizzi, la ricerca e gli studi dei principali autori, soprattutto psichiatri, filosofi, psicoterapeuti, che hanno analizzato il tempo vissuto, l’ipertempo e la cronodesi. Vengono raccolte le riflessioni cliniche dell’autore sulla relazione ‘tempo vissuto/sofferenza oscura’. Pertanto il difficile tema, che attraversa la presente ricerca, è l’analisi della costituzione temporale nei pazienti negli stati di sofferenza psichica, il mancato funzionamento a livello psichico di una sana comprensione dei fenomeni temporali (distorsioni temporali). L’attenzione verte quindi sui fulcri, fattori e filtri epistemologici legati alle costruzioni, distorsioni e alterazioni dei vissuti temporali durante uno stato di sofferenza psichico. Il lavoro dell’autore, nel campo della cura della temporalità, mira a temi fondamentali: la sofferenza oscura/coscienza nei vissuti del tempo, l’ipertempo (la tirannia del presente nel nostro orizzonte storico), la cronodesi nei pazienti (il legame agli orizzonti temporali). Tale ricerca, oggetto di una serie di analisi da parte dello scrivente, è spesso sottovalutata dai clinici ai fini terapeutici. Nel campo psicologico-psichiatrico l’analisi di molti disturbi psichici verte soprattutto sui processi inconsci, o relazionali e, quasi mai, sulla comprensione profonda del tempo vissuto del paziente. Ai clinici la comprensione del tempo vissuto appare erroneamente di scarsa utilità e di scarso rigore metodologico. Tuttavia il riferimento al paradigma temporale apre nuove prospettive di ricerche terapeutiche che potranno consentirci di guadagnare terreno rispetto alla cura.
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