Italo Calvino e le città della “contiguità universale”

Nelle Città invisibili Calvino abbandona uno svolgimento narrativo fisso e progressivo, affermando la pratica del racconto come compresenza ordinata ma potenzialmente inesauribile di frammenti di discorso. Ma l'opera che più di ogni esprime anche un approccio conoscitivo e rappresentativo disc...

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Main Author: Francesca Rubini
Format: Article
Language:Catalan
Published: Asociación Cultural 452ºF; Universitat de Barcelona 2025-04-01
Series:452ºF
Online Access:https://revistes.ub.edu/index.php/452f/article/view/47540
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Description
Summary:Nelle Città invisibili Calvino abbandona uno svolgimento narrativo fisso e progressivo, affermando la pratica del racconto come compresenza ordinata ma potenzialmente inesauribile di frammenti di discorso. Ma l'opera che più di ogni esprime anche un approccio conoscitivo e rappresentativo discontinuo è anche quella in cui l'autore coltiva un'ideale di «contiguità universale» (espressione che molti anni dopo sarà associato alle Metamorfosi di Ovidio). Il senso della continuità e della trasformazione attraversa le Città invisibili contribuendo a definire la coerenza linguistica e chiarendo la sfida morale di una ricerca letteraria che, nella sua precisione geometrizzante, resiste a qualsiasi fissità deterministica.
ISSN:2013-3294