Storia di un «Burattino senza fili»
È il 1977 quando Edoardo Bennato pubblica per l’etichetta Ricordi il suo quinto album in studio‚ Burattino senza fili. In accordo con quanto riportato dalla hit parade‚ si tratta del disco più venduto in Italia per quell’anno‚ capace di lasciare in seconda posizione persino il Battisti di Io tu noi...
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| Format: | Article |
| Language: | deu |
| Published: |
UNICApress
2025-02-01
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| Series: | Medea |
| Subjects: | |
| Online Access: | https://ojs.unica.it/index.php/medea/article/view/6520 |
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| Summary: | È il 1977 quando Edoardo Bennato pubblica per l’etichetta Ricordi il suo quinto album in studio‚ Burattino senza fili. In accordo con quanto riportato dalla hit parade‚ si tratta del disco più venduto in Italia per quell’anno‚ capace di lasciare in seconda posizione persino il Battisti di Io tu noi tutti. Attraverso un concept album articolato in nove tracce‚ il cantautore napoletano mette in scena la sua versione della storia forse più famosa e amata della tradizione letteraria italiana‚ dando vita a una delle numerose «pinocchiate» che prendono forma nel panorama italiano degli anni Settanta. Di fronte ad uno scenario piuttosto affollato‚ lo scopo del presente contributo è indagare la complessità della riscrittura di Bennato alla luce di tre questioni. La prima‚ di carattere introduttivo‚ riguarda le motivazioni che hanno spinto il cantautore napoletano a ricorrere‚ più volte nel corso della sua carriera‚ alla modalità narrativa della favola (o della fiaba‚ come sarà precisato nell'articolo); la seconda‚ di ordine più specifico‚ riguarda la scelta della fiaba di Pinocchio e mira a svelare i significati allegorici racchiusi nelle tracce che compongono il concept; la terza e ultima questione riguarda invece la struttura dell’opera‚ che possiede la particolarità di essere nello stesso tempo adattamento e sequel del romanzo di Collodi.
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| ISSN: | 2421-5821 |